Cisterne: grado di riempimento ed alcune criticità
Codice Merci Pericolose

Cisterne: grado di riempimento ed alcune criticità

Pubblicato il 11 March 2026

Nella logistica delle merci pericolose alcuni concetti sono banalizzati al punto da perdere di vista gli aspetti più rilevanti


Una cisterna è un serbatoio con delle valvole di apertura e/o chiusura. Questa affermazione, per quanto indiscutibilmente vera, sotto un profilo unicamente funzionale, resta ambigua ed imprecisa da un punto di vista più tecnico. La leggerezza di un simile approccio manifesta tutti i suoi limiti quando l’obiettivo è la valutazione dei rischi connessi al trasporto di liquidi (o materie gassose) per mezzo di cisterne


La tendenza sempre più diffusa negli ultimi anni, ad esempio, è quella di fare la sponda tra speditore e trasportatore nell’attribuire le responsabilità su chi debba individuare e quindi fissare i requisiti della cisterna stessa, per non parlare dei suoi equipaggiamenti: intesi sia come valvole che dotazioni di sicurezza o attrezzature integrative


Una delle modifiche del prossimo ADR/RID (questo il link https://www.linkedin.com/pulse/rid-adr-2027-trasporto-cisterna-di-merci-pericolose-giovanni-adamo-voewf dell’articolo di approfondimento) andrà a toccare proprio questo aspetto enfatizzando la necessità di una crescente collaborazione e condivisione delle informazioni tra questi due soggetti: elaborazione ed adozione di procedure per assicurare il rispetto dei livelli di riempimento 


Per la maggioranza degli utenti, il grado di riempimento è definito in maniera decisamente semplice:


·         Evitare il sovraccarico (limite di massa)


·         Evitare il trabocco (sovra-riempimento)


Nel caso di sistemi di gestione più maturi, tipici di grandi impianti industriali (magari sottoposti a regimi normativi più severi, come quello della D Lgs 105/2015, ovvero Seveso-ter), è possibile ricondurre il tutto a queste sole due grandezze, forti delle considerazioni poste a monte del processo di riempimento:


a.      È definito il contesto operativo, per ogni sostanza è prevista una opportuna specifica tecnica che descrive il tipo di cisterna atteso


b.      Sono noti, o comunque agevolmente acquisibili, i parametri di riempimento quale, ad esempio, il coefficiente di dilatazione cubica, le temperature di riferimento


c.      Calcolato il valore di riempimento massimo nel duplice scenario (di best case e worst case) si introduce un ulteriore coefficiente di sicurezza (del tipo riduzione del limite massimo ammesso)


Va da sé che la modifica di uno qualunque di questi parametri può mettere in crisi il sistema, restituendo risultati distanti da quelli attesi


Secondo le formule della sezione 4.3.2.2, sul grado di riempimento, per le materie corrosive di PGII, caricate in cisterne di tipo L4BN, il limite di riempimento è dato da questa formula:



Cosa cambia se, utilizzando il principio della gerarchia, decidiamo di utilizzare una cisterna ermetica?


Utilizzo lo stesso coefficiente o verifico se non sia il caso di rivedere il livello di riempimento?


Un ulteriore interessante esempio riguarda le sostanze ad elevata densità, per le quali il limite di massa tende e prevalere sul limite geometrico. In una situazione simile, infatti, si sarebbe portati a pensare che sia sufficiente monitorare i limiti di massa dimenticandosi del resto


In questo resto, tuttavia, ritroviamo un ulteriore limite di riempimento, dato dalla disposizione 4.3.2.2.4 che fissa la soglia minima di riempimento all’80% per le cisterne di capacità maggiore a 7.500 litri e che non siano munite di frangiflutti


Se le cisterne sono pensate per una logistica unicamente stradale, è verosimile che il limite indicato sopra non costituisca un problema, poiché tutti i serbatoi (o perlomeno la stragrande maggioranza) presenta dei setti di separazione interna


La questione diventa critica se invece si parla di cisterne mobili, più gergalmente note come container cisterna


In casi del genere, infatti, la necessità di alleggerire una struttura già di per sé pesante, al fine di garantire i parametri di sicurezza imposti dalla CSC oltre che dallo stesso ADR/RID (al cap. 6.7) può portare alla scelta di escludere la presenza di frangiflutti, alterando lo schema di riempimento che si era immaginato



A queste considerazioni c’è da aggiungere l’ulteriore variabile derivante dalla proposta (non ancora confermata sebbene la discussione sia già in fase avanzata) di revocare la facoltà, per le cisterne, di una doppia approvazione: come sarà gestito il transitorio? Come impatterà la decisione sulla flotta circolante?


Ad essere certo è che l’argomento cisterne (insieme al tema accumulatori) è sempre più al centro del dibattito internazionale per la forte varietà e complessità delle criticità che lo caratterizzano



Domanda tipo: Che tipo di valutazione avete fatto sul tipo di cisterne da utilizzare?


Risposta tipo: Cosa ci sarà mai di così complesso in una cisterna? Un serbatoio in acciaio con un paio di valvole, che non perdono, và più che bene. Ovviamente mandiamo al trasportatore la nostra SDS e lui si adegua


Manca solo la sagoma di Hitchcock, la sigla che fa da intro, ed avremo il copione di un nuovo caso studio: chi è il colpevole?


Leggi questo articolo ed avrai qualche indizio in più…magari non risolverai subito il caso ma ci andrai molto vicino


Buona lettura