DGSA: quale futuro?
Il DGSA Dangerous Goods Safety Adviser, ovvero Consulente alla Sicurezza per il Trasporto di Merci pericolose, istituzionalizzato dalla Direttiva 96/35/CE del 3 giugno 1996 (recepita in Italia con il D. Lgs n. 40/2000 del 4 febbraio del 2000), oggi compie 25 anni
In questi anni la sezione 1.8.3, che ne descrive ruolo, competenze e formazione, non è stata oggetto di particolari modifiche, salvo revisioni minori prevalentemente di natura editoriale, il che potrebbe indurre a ritenere quindi che si tratta di una figura professionale oramai consolidata e matura, della quale sono chiari obiettivi e mansioni
La realtà è ben lontana da questa conclusione, infatti, sono ben evidenti le rughe del tempo ed è chiaro, perlomeno a chi non voglia soffermarsi a valutazioni superficiali, che siamo nel bel pieno di una crisi esistenziale
Chi è il DGSA
Anzitutto chi è, secondo ADR e RID, il DGSA?
Secondo la sezione 1.8.3.3 è un soggetto (l’incarico è sempre assegnato a persone e non a soggetti giuridici, del tipo società di consulenza) che sotto la responsabilità del capo dell’impresa
Ricerca tutti i mezzi e promuovere ogni azione, nei limiti delle attività in questione dell’impresa, per facilitare lo svolgimento di tali attività nel rispetto delle disposizioni applicabili e in condizioni ottimali di sicurezza
Questa funzione è svolta mediante tre attività principali:
a. Verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose
b. Consigliare l’impresa nelle operazioni riguardanti il trasporto di merci pericolose
c. Redigere una relazione annuale sulle attività dell’impresa
Questo trafiletto sarebbe sufficiente di per sé a far capire lo stato di confusione in cui operiamo, a titolo di esempio:
a. Dove termina la responsabilità del capo dell’impresa e dove inizia quella del DGSA?
b. È sufficiente affermare di aver applicato alla lettera le indicazioni dall’ADR/RID per ritenersi deresponsabilizzati?
c. La relazione annuale che scopo ha? È un audit? Una lista di riscontro? È un documento di valutazione dei rischi? È un elenco, non commentato, del numero di spedizioni eseguite (spedite, caricate o trasportate che sia)?
Le mansioni del DGSA
La sezione 1.8.3.3 si completa con un secondo paragrafo, una lista di 13 punti preceduti da un obiettivo generale:
I compiti del consulente comprendono, inoltre, in particolare l’esame delle seguenti prassi e procedure concernenti le attività in questione dell’impresa
In altre parole, il DGSA verifica che ci siano prassi e procedure su una serie di argomenti di cui l’ADR ed il RID, in molti casi, non dice nulla
Ne cito un paio, a titolo di esempio, che saranno esaminati più sotto:
1. Un’adeguata formazione del personale dell’impresa, che includa anche le modifiche alle regolamentazioni, e la registrazione di tale formazione
2. L’attuazione di misure appropriate per evitare il ripetersi d’incidenti, eventi imprevisti o infrazioni gravi
Formazione
Il capitolo 1.3 fornisce indicazioni solo generali in materia di formazione e, a differenza di altri regolamenti come il Codice IMDG oppure il DGR, dice poco in relazione al contenuto della formazione
In questa ottica, per adeguata formazione cosa si intende? Un riassunto dell’ADR/RID? Una estrapolazione delle parti applicabili? Un adattamento dell’ADR /RID all’organizzazione?
In altre parole, a volersi limitare alla lettura delle disposizioni del capitolo 1.3 non si ottiene molto
Incidenti
Ancora più complessa è la seconda richiesta difatti, posto di aver applicato pienamente le disposizioni dell’ADR/RID, quali ulteriori misure dovrei mettere in atto per evitare il ripetersi di incidenti?
Va da sé che esistono strumenti e metodi di investigazione ed intervento, ciò che intendo mettere in risalto è il punto di osservazione: l’obiettivo è di verificare se le disposizioni ADR/RID sono state comprese ed applicate oppure bisogna individuare e correggere eventuali falle di sistema? In questa seconda ipotesi fin dove devo e posso spingermi, visto che il campo di applicazione è quello di ADR/RID?
Source: “Swiss Cheese Model” by Ben Aveling, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
E qui arriviamo ad una prima fondamentale a sostanziale considerazione: al DGSA spetta il compito di limitarsi a comunicare ed applicare le disposizioni contenute nell’ADR/RID oppure si tratta di una figura più vicina ad un analista di rischio che parte dalle disposizioni ADR/RID per progettare il modello operativo e/o di gestione più idoneo?
Le competenze del DGSA
Passiamo ora alle competenze del DGSA
Il DGSA è abilitato, a svolgere la sua mansione, da un certificato di formazione professionale rilasciato a seguito di un esame che verte su alcuni specifici argomenti inquadrabili in due macro-sezioni principali:
a. La conoscenza delle principali cause di incidenti e delle conseguenze scaturenti da tali eventi
b. Le disposizioni previste dalla legislazione nazionale, dalle convenzioni e dagli accordi internazionali, inerenti all’applicazione di ADR/RID
Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un dilemma operativo
La seconda sezione si traduce, sostanzialmente, nell’approfondimento delle disposizioni contenute nell’ADR/RID
La richiesta della prima sezione è invece più complicata, in pratica si dovrebbe essere in grado di maneggiare strumenti operativi come un Bow-Tie eppure di tutto questo, almeno in apparenza, nell’ADR/RID non se ne trova traccia
Il ruolo del DGSA
Un ulteriore interessante spunto di riflessione arriva dalla sezione 1.8.3.4 che testualmente riporta:
La funzione di consulente può essere svolta anche dal capo dell’impresa, da una persona che svolge altre mansioni nell’impresa o da una persona non appartenente a quest’ultima, purché l’interessato sia effettivamente in grado di svolgere i compiti di consulente
Nessuna particolare limitazione o prescrizione, quindi, per il soggetto incaricato che deve unicamente essere in possesso del certificato di abilitazione, al contempo non è del tutto indifferente assegnare l’incarico di DGSA ad una risorsa interna oppure ad un consulente esterno, oggettivamente differenti saranno i punti di forza e/o di debolezza
Questa analisi SWOT, decisamente semplificata, ne enfatizza solo alcuni
Interno
Esterno
Conclusioni
Le mie conclusioni sono abbastanza ovvie, e credo anche già note se mi leggete da un po'
Il tempo dei DGSA è finito! È del tutto insufficiente (ed anacronistico) immaginare di svolgere un incarico di questo tipo limitandosi ad una lettura acritica delle disposizioni ADR/RID
Ancor peggio se si immagina che DGSA significhi mettere nella giusta sequenza un paio di informazioni sul documento di trasporto oppure indovinare l’etichetta più appropriata (e nel dubbio, si sa, è sempre meglio abbondare)
Siete del tutto fuori strada ed il futuro è destinato solo a peggiorare: evoluzione tecnica e tecnologica; complessità normativa; incremento della densità delle informazioni da gestire, coordinare e veicolare
Le batterie al litio sono un chiaro indicatore di quanto appena indicato
La soluzione esiste e si chiama evoluzione professionale, la classe dei DGSA, prima o poi dovrà lasciare spazio a specialisti del rischio, professionisti che a partire dall’ADR/RID progettano, creano, adottano sistemi di gestione personalizzati, verticalizzati, specializzati ad ogni singola realtà, che hanno visione d’insieme capacità di gestione di organizzazione di realtà sempre più complesse
Tutto per tutti equivale al nulla egocentrico, tanta polvere, energia dilapidata, tempo consumato invano e, soprattutto, nessun risultato!
La direzione è tracciata, basta solo decidere se farne parte o rimanere fuori dal flusso, il resto lo farà il tempo









