Livelli di competenza (1)
Codice Merci Pericolose

Livelli di competenza (1)

Pubblicato il 18 August 2025

In questo post abbiamo già esaminato la difficoltà di definizione e misurazione delle competenze: per quanto ci si sforzi, è oggettivamente complicato schematizzare, ma soprattutto parametrare, un elemento immateriale come quello delle abilità


È comunque possibile individuare qualche elemento di supporto, non tanto per stilare una classifica dei meriti (lo scopo di questo post è tutt’altro) quanto, piuttosto, per un minimo di autodiagnosi per comprendere le proprie aree di forza, e conseguentemente di debolezza


Posto che questa categorizzazione è un punto di vista, nei fatti è adattabile a tutti i campi essendo un po' una sintesi delle varie fasi che si attraversano nell’apprendimento e, soprattutto, messa in pratica della conoscenza acquisita


L0 – Ignoranza

È l’area predominante, di fronte allo scibile umano (ed aggiungerei anche sovra-umano), non possiamo che prendere atto della nostra incapacità di poter, anche minimamente, sfiorare il tutto. Al contempo, per un atavico meccanismo di tutela, l’ignoranza è intrisa di inconsapevolezza, non conosciamo e non sappiamo di non conoscere


L1 – Apprendimento

Qualcosa richiama la nostra attenzione e, volontariamente, di dedichiamo allo studio di una materia, un fenomeno, una classe di eventi: è la fase dell’amatore che si diletta ad apprendere e, per quanto possibile, mettere in pratica le nozioni acquisite


In questa fase, in genere, oltre a delle nozioni si apprende un modello operativo che si applica ciecamente


L2 – Esperienza

L’amatore diventa un professionista, ovvero passa alla fase di esperienza continuativa sul soggetto prescelto. L’amatore si diletta per appagamento personale, il professionista decide di mettersi in gioco e fornire un servizio ad altri: entra in campo la presa di responsabilità


È la fase applicativa pura del modello operativo acquisito, che riesce ad essere applicato con sempre maggiore disinvoltura e rapidità


L3 – Specializzazione

Per selezione naturale (abilità sviluppate, risultati ottenuti e predominanza delle richieste ricevute) si tende ad individuare una propria area di competenza, alla quale decide di dedicare sempre maggiore attenzione, trascurando argomenti collaterali ritenuti minori o secondari. Il professionista, quindi, affina le proprie abilità e si specializza


Il modello operativo appreso comincia a mostrare qualche limite: una nuova casistica, una evoluzione (tecnica, tecnologica, normativa), una particolare esigenza. Iniziano quindi i primi (seppur ancora minimi) adattamenti


L4 – Docenza

L’esperienza focalizzata su uno specifico campo di applicazione permette di vagliarne tutti gli aspetti, il ripetersi (ricorsivo) di casistiche ed eventi consolida la propria conoscenza per cui si è, effettivamente, in grado di guidare i neofiti a soluzioni più efficienti ed immediate


All’attività pratica si accompagna quello della divulgazione mossi, generalmente, dall’obiettivo di semplificare l’apprendimento di quelle nozioni che, oggettivamente, risultano più ostiche


In questa fase ci si avvia allo sviluppo di un proprio modello operativo, che raccogli i risultati delle proprie esperienze e degli approcci risolutivi adottati


L5 – Ricerca

Il campo di analisi si amplia andando a contenere i risultati ottenuti dai propri allievi o da chiunque applichi il modello proposto. L’attenzione si sposta, gradatamente ma costantemente, dall’analisi dei risultati (in termini di successo) a quello degli scostamenti e delle anomalie: è la fase in cui si mette in discussione il modello operativo, testandolo nella sua struttura (o più tecnicamente algoritmo) acquisendo dati da tre differenti settori:


a.      Quello dei discenti: ad esempio provando ad individuare quale sia l’errore applicativo a maggiore ricorrenza


b.      Quello dei colleghi: sono disponibili soluzioni alternative più o meno efficienti? Ci sono punti (variabili o parametri) non trattati che vale la pena di considerare?


c.      Campo di applicazione: individuando le aree scoperte da norme, i problemi irrisolti, effetti domino (ovvero, operando all’inverso, le cause radice)


Siamo nella fase dell’adattamento del modello operativo, che potrebbe essere interamente sovrascritto perdendo l’identità originaria


L6 – Maestria

Quello che sembrerebbe essere il traguardo si trasforma in una ciclicità. I confini del campo di analisi svaniscono e si ritorna ad essere ignoranti, seppur consapevoli


L’indagine si allontana dallo studio dell’evento in sé e tende a concentrarsi ai suoi pattern di riconoscimento; si passa all’analisi delle regole del sistema: cosa lo definisce; cosa lo caratterizza; quali solo le variabili (o parametri) più rilevanti e come le si misurano


In questa fase il problema si sposta al codice del modello operativo o anche sintassi e semantica del modello in esame. Apparentemente ci si disinteressa della classe di eventi in sé, in realtà se ne esamina l’origine, la dinamica e l’evoluzione


L7 – … …

L’analisi si riconduce alla investigazione dell’origine e delle sue derivazioni, con l’astrazione che supera (e compenetra) i confini ed i limiti delle applicazioni concrete


 

Le fasi di passaggio


Una importante considerazione potrebbe essere: cosa determina il passaggio da una fase all’altra? Abbiamo già visto che non si può fare riferimento unicamente all’esperienza, perlomeno quando intesa unicamente come tempo trascorso allo svolgimento di un certo ruolo o mansione


La risposta non può, e non deve essere, quantitativa ma necessariamente qualitativa; qui è la vera svolta concettuale ma anche pratica

 

Conclusioni

 

Se con la lettura siete arrivati sin qui, immagino la domanda spontanea sia cosa c’entra questo con le merci pericolose? Tutto e niente ed il bello è che dipende tutto da voi

 

NIENTE se l’obiettivo è arrivare a fine mese con un lauto stipendio, nulla da recriminare ma non è il mio percorso


TUTTO se volete essere partecipi dell’evoluzione del ruolo del DGSA 

 

The Logistic Map and the Feigenbaum Constants

https://daniloroccatano.blog/2019/07/13/mitchell-feigenbaum-and-the-logistic-map/

Immagine3.png 30.91 KB