Misura delle competenze
Credo di aver esposto questo pensiero già diverse volte, eppure tornarci sopra torna sempre utile
Esiste una differenza di fondo tra abilitazione e competenza, conoscenza ed esperienza ed è innegabile che questo valga in ogni campo tuttavia è solo in alcuni casi che questa distinzione viene formalizzata e resa riconoscibile
Il karate, con la sua divisione in cinture e dan permette di identificare visivamente il livello di padronanza raggiunto da ognuno
In alcuni settori, come quello della sanità, si ricorre al concetto di specializzazione. In altri, soprattutto a matrice professionale, si prova a categorizzare facendo leva sul principio della specificità ed esperienza
Approcci che mirano, tutti, a mettere in evidenza la natura ed il grado di approfondimento delle proprie abilità
Nel caso dei DGSA (Dangerous Goods Safety Advisor) la suddivisione è basata sulle modalità di trasporto (strada e/o ferrovia) e sulle classi di pericolo (S1-esplosivi, S2-gas, S7-radioattivi, SV-varie ovvero tutte le altre classi)
Indubbiamente sono informazioni utili, al contempo rischiano di trasformarsi in un mero riferimento estetico quando non accompagnate da sostegni concreti e significativi
In altre parole, quale di questi scenari è preferibile:
a. Esperienza decennale in team impegnati su progetti di medie dimensioni, con ruolo limitato a parti specifiche
b. Esperienza biennale in piccoli progetti con ruolo di decisore
Va da sé che non esiste la risposta giusta o, meglio, la risposta più corretta è DIPENDE……, sì ma da cosa?
Un po' come nell’analisi SWOT tra DGSA interno ed esterno, la scelta più corretta è strettamente correlata ai parametri di progetto: cosa stiamo maneggiando (istruzioni, procedure, sistemi, norme, regolamenti)? Quali sono le variabili critiche? Di quali risorse disponiamo?
Se siete ancora convinti che titolo abilitativo e tempo trascorso siano parametri sufficienti a misurare il livello di competenza e di abilità avete ancora una visione parziale dell’eco-sistema
Siete ancora troppo variabili del sistema di cui dovreste essere osservatori: sono consapevole che questa affermazione appare filosofica, posso assicurarvi che è profondamente concreta e sostanziale
Nei prossimi giorni, con un secondo post, approfondirò il concetto stesso di competenza affinché sia chiara la direzione verso cui muoversi
Per ora buona lettura e buon studio (per chi ama studiare a prescindere dal fatturato o dal saldo di bilancio)